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Montagna d'estate: i consigli per viverla in tutta sicurezza

Trekking, ferrate, rampicata, free ride, canyoning e tanto altro ancora: per gli appassionati di sport la montagna d'estate si trasforma in una vera e propria palestra a cielo aperto, ma bisogna rispettarla ed attrezzarsi con cura se si vogliono evitare spiacevoli incidenti.

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Montagna d'estate: i consigli per viverla in tutta sicurezza Redazione

La montagna d’estate è una meta sempre più gettonata, non solo dagli appassionati della rampicata estrema o del free ride in bicicletta, ma anche dalle famiglie e da tutti coloro che amano trascorrere il tempo libero a contatto con la natura, per godere dei maestosi panorami che essa offre e assaporare quel senso di libertà unico ed impagabile che si respira quando si raggiunge la vetta.

Tra le attività più praticate durante la bella stagione al primo posto troviamo il trekking, uno sport accessibile a tutti, a patto che ci si attrezzi in modo adeguato e ci si informi bene sul percorso perché l’ambiente in cui si cammina può diventare impervio, le condizioni meteo possono improvvisamente mutare e se non si è ben equipaggiati una piacevole passeggiata può trasformarsi in un vero incubo.

Per pianificare le escursioni in tutta sicurezza, senza lasciare nulla al caso, abbiamo chiesto aiuto a Marco Confortola, guida alpina e membro del CNSAS, con all'attivo diverse grandi imprese (basti pensare che nella sua carriera è già riuscito a raggiungere la vetta di ben 8 dei 14 «Ottomila» – le montagne e più alte e difficili della Terra), che da sempre dedica la sua vita alla montagna. «É stato papà a trasmettermi questa passione: me la sono trovata addosso in modo quasi inconsapevole, come quando scopri di colpo che ami una persona, e che non puoi più vivere senza di lei. In prima elementare mi hanno mandato a fare il pastore d’estate e ricordo che guardavo con meraviglia le grandi montagne che incombevano su di me: e la curiosità mi spingeva ad andare in alto, sempre più in alto» racconta Marco.

Prepariamo insieme lo zaino per la nostra uscita. Cosa non deve assolutamente mancare?
Lo zaino dovrebbe innanzitutto essere di quelli ideati specificatamente per l’attività che ci prepariamo ad intraprendere: è importante che sia in materiale idrorepellente, che all’interno sia dotato di una sacca oppure di una copertina antipioggia, e che siano presenti delle tasche laterali portaoggetti. Al momento dell’acquisto (o del noleggio) vi consiglio di verificare che gli spallacci siano regolabili sulle spalle ed sui fianchi, e che il fondo sia ben rinforzato. All’interno non dimenticate di porre una mantella - indispensabile in caso di brutto tempo - una borraccia e dei viveri, una carta topografica della zona e, se li avete, gps, altimetro e bussola. Procuratevi anche un paio di bastoncini telescopici, un coltellino multiuso, e – se avete in programma uscite particolarmente lunghe - una lampada frontale.  Ricordatevi di portare un asciugamano di quelli in microfibra (che occupano poco spazio), una crema solare, spazzolino e dentifricio per l’igiene personale. Se l’escursione si protrae per più giorni aggiungete un sacco-lenzuolo oppure un sacco a pelo (obbligatorio nei rifugi CAI di tutta Italia), la tessera CAI per usufruire di eventuali sconti e agevolazioni, e denaro in contanti perché spesso non c’è la possibilità di pagare con la carta di credito.

Passiamo all’abbigliamento: quali sono gli errori da evitare? Quali i must have dell’outfit perfetto da montagna?
Non fate l’errore di scegliere un abbigliamento che non sia tecnico: indossate una maglietta in tessuto traspirante, un pile ed un paio di pantaloni lunghi accorciabili (di quelli con le cerniere, per intenderci). Portate con voi una giacca in Goretex da utilizzare ovviamente solo in caso di basse temperature, e dei sacchetti impermeabili per coprire lo zaino in caso di brutto tempo. Vi servono poi un paio di calzettoni da trekking non troppo pesanti e degli scarponi da montagna: attenzione, non devono essere nuovi altrimenti rischiate che vi provochino la comparsa di fastidiose vesciche (indossateli perciò qualche volta per effettuare brevi tragitti, in modo che si ammorbidiscano un po’). Da non dimenticare infine: un cappellino o una fascia (per le donne), occhiali da sole ed un paio di guanti in Goretex o materiale idrorepellente che potrete riporre nello zaino.

Parliamo del percorso: come possiamo valutare se è adatto a noi? Quali dettagli è utile studiare per affrontare al meglio eventuali imprevisti?
I percorsi sono classificati in base al dislivello ed alle difficoltà che si incontrano lungo il tragitto. Per i principianti il livello consigliato è quello contrassegnato come facile, che corrisponde ad un dislivello di circa 400/500 metri e di solito necessita non più di 4 ore di percorrenza. Come per ogni altra disciplina ci vuole un po’ di buon senso: se non si è fatto sport durante tutto l’anno è bene partire piano ed incrementare il livello per gradi; è inoltre importante consultare il meteo e – soprattutto per i percorsi più impegnativi – chiedere informazioni e dettagli sul tracciato ad una guida alpina. Meglio qualche domanda in più che in meno, onde evitare di trovarsi in difficoltà e di rovinare un piacevole momento di svago e di fatica. Consiglio comunque di portare con sé i numeri telefonici dei contatti utili della zona (ad esempio quello dell’albergo, dei rifugi presenti sul percorso ecc).

Ci indichi qualche bella meta in Valfurva – la tua valle – adatto a chi è alle prime armi?
Sono tante le mete presenti in Valfurva che offrono panorami meravigliosi. Per chi è agli esordi c’è una bella escursione che parte dal rifugio Forni (a Santa Caterina Valfurva) e porta al rifugio Branca in circa 1 ora di cammino. Per chi vuole procedere si può poi arrivare fino ai piedi dei ghiacciaio dei Forni: uno spettacolo da non perdere. Oppure in Val Zebrù si può partire da Niblogo (in provincia di Sondrio) per raggiungere in circa 4 ore il rifugio Quinto Alpini, un’altra meta di quelle che fanno sognare. L’Italia è comunque costellata di itinerari bellissimi da scoprire passo dopo passo: c’è solo l’imbarazzo della scelta.

É necessaria una preparazione fisica particolare?
É bene mantenere il fisico allenato durante l’anno, anche con semplici passeggiate o un po’ di jogging, per poter vivere appieno la montagna durante l’estate. Anche la corsa e la bici vanno benissimo perché allenano allo sforzo gli arti inferiori. Se si programma di salire in alta quota, per esempio per raggiungere un ghiacciaio, bisogna fare attenzione: è utile in tal caso trascorrere la notte precedente in un rifugio sul percorso, di modo da abituarsi all’altitudine per gradi, ed evitare fastidiosi mal di testa e capogiri.

Pubblicato il: 30-07-2014
Di:
FONTE : A tu per tu con Marco Confortola, guida alpina e menbro del CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) nonchè alpinista estremo

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