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Condividere è un modo per capire che è tutto vero!

Quando succede qualcosa di bello o di brutto per crederci davvero vien voglia di dirlo a tutti: oggi però, più che dirlo si condivide sui social e poi... cosa si prova?

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Condividere è un modo per capire che è tutto vero! Thinstock

Un interessante studio pubblicato sulla rivista Computers in Human Behavior ha cercato di capire come si sentono le persone dopo aver condiviso un momento importante  della loro vita, bello o brutto, sui social network.

Oggi tutti sentono il bisogno\dovere di condividere i momenti più significativi, i problemi, i dubbi, sui social, ma questa scelta quali sentimenti scatena? Dopotutto il mondo social è pur sempre virtuale e quindi non può avvalersi delle manifestazioni non verbali  come gli abbracci, le strette di mano, le pacche sulle spalle, gesti semplici, ma che possono trasmettere e comunicare molto più conforto e stima che innumerevoli i like o parole o tweet.
Nello studio in questione sono stati coinvolti 300 studenti universitari che si sono impegnati a tenere traccia in un diario di tutti gli eventi che avevano condiviso sui social e le emozioni che ne erano conseguite.

Si è visto che il 70% delle condivisioni è stato fatto utilizzando telefonate, sms, Twitter o Facebook: di solito per condividere notizie positive i ragazzi hanno scelto gli sms o Twitter  ovvero hanno scelto metodiche non invasive e che non vogliono una risposta immediata, quasi non volessero che la loro gioia fosse offuscata da commenti inappropriati, mentre per condividere cattive notizie hanno preferito telefonare o usare la bacheca di facebook in modo da poter interagire più prontamente con l’interlocutore per poterci discutere o per farsi consolare il prima possibile.
La condivisione delle notizie negative però, ha portato chi le ha condivise a sentirsi peggio, anche se le telefonate sono state l’unico mezzo a non far stare troppo male chi le ha effettuate per sfogarsi.
La condivisione sui social di notizie negative, infatti, porta a sentirsi peggio perché si realizza che qualcosa di brutto è avvenuto, ma non si ottiene la consolazione che a volte uno sguardo o un abbraccio sanno regalare. 

Pubblicato il: 06-08-2014
Di:
FONTE : Eurekalert

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