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Forma fisica Lo sport d'estate

Stand Up Puddle per cavalcare le onde

Tra le attività in acqua più divertenti dell'estate ce n'è una che permette di godere della bellezza del paesaggio ed allo stesso tempo allenare tutto il corpo. Scopriamola insieme

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Stand Up Puddle per cavalcare le onde Redazione

Estate per molti fa rima con mare, che vuol dire anche sole, energia, divertimento e movimento. Sono infatti tante le attività sportive che si possono praticare durante la bella stagione sfiorando la superficie dell’acqua oppure immergendosi, in gruppo o da soli, a corpo libero o con l’ausilio di strumenti sempre nuovi che, in qualche caso, permettono di superare i confini dell’immaginazione e compiere evoluzioni adatte solo ai più audaci.

Questo accade per esempio con il kiteboarding, attività acquatica che sposa l’aquilonismo e che in pochi anni ha conquistato milioni di adepti in tutto il mondo: impiegando tavole simili ai wakeboard e a quelle da surf si sfrutta la trazione fornita da un grosso aquilone per planare sull’acqua, saltare ed eventualmente cavalcare le onde. Un’esperienza favolosa e per certi versi magica, raccontano coloro che l’hanno "assaggiata". Fatto sta il numero di praticanti del kiteboarding ha da tempo superato quello di altri sport acquatici, come ad esempio il windsurfing.

Lo sport acquatico di scivolamento che ha conosciuto il maggiore sviluppo nel corso di questi ultimi anni è però lo Stand Up Paddling, meno spettacolare del kiteboarding e del windsurfing, ma di certo non meno affascinante, tanto che molti kitesurfisti e windsurfisti, per non parlare dei surfisti da onda, lo praticano ormai assiduamente.

Per conoscere nel dettaglio questa nuova disciplina ci siamo rivolti ad un esperto conoscitore del mare, Marco Stefanini, che da più di trenta anni si allena ed insegna a cavalcare le onde. 

Come nasce lo Stand Up Paddling?
Sulla storia di questo sport si potrebbe parlare a lungo, tanto essa è articolata e, per certi versi, sorprendente. Ho impiegato il termine storia non a caso, in quanto quello che noi oggi identifichiamo come sport affonda le sue radici nella antica cultura hawaiiana. Infatti, stando ad analisi dei diari dell'esploratore inglese James Cook - primo europeo a sbarcare alle Hawaii - si evince che, già nel 1778, egli ebbe modo di osservare alcuni nativi pagaiare in posizione eretta su grosse tavole per cavalcare le onde. Se per i nativi hawaiiani si trattava semplicemente di un modo per andare in mare (una sorta di passatempo), è negli anni ’70 che esso iniziò ad essere identificato come sport, grazie ad alcuni surfisti che lo adottarono affiancandolo al surf tradizionale. Nacque prima il Beachboy Surfing, presto oscurato dalla introduzione di tavole più piccole e reattive. Da qui lo Stand Up Paddling che si deve ad uno dei più grandi surfisti di tutti i tempi, Laird Hamilton, che iniziò dieci anni fa nelle acque di Maui (Hawaii).
 
In che cosa si differenzia dalle altre attività su tavola?
Il fatto di sfruttare una pagaia come mezzo di spinta e di manovra fra le onde è sicuramente l’aspetto che rende il SUP differente rispetto ad altri sport acquatici di scivolamento. D’altro canto lo Stand Up Paddling è in grado di integrare e completare alla perfezione tali sport, tanto che molti appassionati di surf da onda, windsurfing e kitesurfing praticano ormai regolarmente questa disciplina. Chi ama gli sport acquatici di scivolamento a trazione eolica può sfruttare al meglio giornate prive di vento mentre i surfisti da onda, possono surfare anche in condizioni non certo ideali
 
Sembra decisamente più statico e faticoso, perché piace tanto?     
È un'attività che prevede molte varianti, insomma ce n'è per tutti! Le più diffuse sono tre: il SUP Cruising, più ricreativa e diportistica; il SUP Surfing, di natura surfistica, consiste cioè nel cavalcare le onde; il SUP Racing, le gare. Parlando della prima sotto-disciplina, e cioè del SUP Cruising, se praticata con vento leggero, mare calmo e corrente assente/scarsa, essa è del tutto rilassante e per nulla non faticosa: di fatto equivale a camminare sull’acqua. La versione Surfing può invece essere molto faticosa se praticata in presenza di onda formata e condizioni di forte corrente. Le gare infine, richiedono agli atleti massime performance a livello fisico. Esistono anche, come per il SUP Surfing, campionati mondiali di specialità.  
 
Richiede un dispendio energetico importante? C’è bisogno di una preparazione fisica specifica?
Richiede un notevole dispendio energetico e quindi una preparazione fisica opportuna. La buona notizia è che il miglior allenamento per il SUP è … il SUP. Lo Stand Up Paddling è infatti considerato fra gli sport più completi, inserito nei programmi di allenamento dei migliori personal trainer del mondo. Esso consente infatti a tutti i muscoli del corpo di lavorare sinergicamente.
 
Quali sono i benefici per chi lo pratica?
Oltre ad essere uno sport molto allenante per l'apparato muscolare in toto è molto interessante a livello psicologico. Insomma, ci si allena e ci si rilassa al tempo stesso. 
 
Va bene per tutti?
Certamente, a patto di possedere le necessarie doti di acquaticità e cioè, semplificando, essere buoni nuotatori. A tal proposito, devo ricordare che anche pagaiando in piedi su una tavola, ci si muove in un ambiente che non è il nostro ed è soggetto agli umori del tempo. Il mutamento repentino delle condizioni meteomarine, sempre possibile anche nella bella stagione, può rendere quella che era una rilassante uscita in un autentico incubo. Il praticante deve quindi possedere e consolidare nel tempo conoscenze di meteorologia.

Cosa bisogna comprare per iniziare? Si tratta di uno sport costoso?
Non è troppo costoso se si pratica a livello diportistico e ricreativo. Bisogna  acquistare una tavola, una pagaia e l'abbigliamento tecnico necessario a proteggersi dal sole (berretto, costume e lycra) in estate, ed una/due mute in neoprene per uscire in inverno e in primavera/autunno. Ai principianti raccomandiamo sempre l’impiego di un laccio che assicura la tavola ad una caviglia come quelli usati dai surfisti da onda, che può fungere da cordone ombelicale ed impedire la perdita della tavola che, vale la pena ricordarlo, ci può sostenere nel caso di malori o ferite. I prezzi delle tavole nuove vanno dai 650 € in sù. Ci sono anche tavole gonfiabili piuttosto performanti specifiche per il SUP ricreativo ed ovviamente pratiche da trasportare. Queste tavole hanno anche prezzi piuttosto competitivi. La pagaia deve essere di buona qualità, preferibilmente in carbonio (costa circa 150 €). C'è poi un mercato dell’usato assai fiorente.
 
Dove si pratica in Italia?
Si pratica ovunque ci sia uno specchio d’acqua, ovviamente con esclusione dei tratti di mare/lago in corrispondenza dei quali sono espressamente vietate attività di balneazione o sportive, come ad esempio in prossimità dei porti. Il SUP si può praticare anche nei fiumi, tanto che una nuova variante sta prendendo piede negli ultimi tre anni: il River SUP. In questo caso, però, occorre conoscere alla perfezione il braccio di fiume su cui si intende navigare, sia in termini di correnti che di pericoli come chiuse, rapide ecc. Per quanto riguarda il SUP Surfing, le mezze stagioni e quella invernale offrono le migliori opportunità per la presenza di onde anche di qualità, come in alcune zone costiere della Sardegna.
 
Esistono scuole ufficiali?
Allo stato attuale non esiste alcuna federazione italiana Stand Up Paddling riconosciuta dal CONI e quindi non sono attive scuole ufficiali. D’altro canto il SUP, almeno nella sua variante ricreativa e diportistica, è estremamente semplice da apprendere da autodidatti, a patto di iniziare con una tavola sufficientemente stabile e pagaia opportunamente, tagliata in base alla propria altezza.  
 
Perché lo consiglia?
Perché lo Stand Up Paddling nel suo complesso riesce a conciliare relax, fitness, intensità e adrenalina, al punto tale da diventare molto più di uno sport nell’immaginario di chi lo pratica e cioè un autentico lifestyle. Sfido chiunque a provarlo e a non rimanere catturato, se non addirittura ammaliato, dall’esperienza che esso assicura. Per me è lo sport acquatico del futuro!
 

Pubblicato il: 09-07-2014
Di:
FONTE : Da un incontro con Marco Stefanini, surfista sulla cresta dell'onda

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