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La salute vien mangiando: bene

Quasi un terzo della popolazione mondiale è in sovrappeso o obeso. L'allarme lo lancia Enzo Nisoli alla VII edizione del Congresso nazionale della Società italiana dell'obesità svoltosi a Milano

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«L’obesità è ormai una vera e propria epidemia da considerare uno dei maggiori problemi di salute pubblica nel mondo. Tra l’altro, è tragico che la maggior parte delle persone ignori che oggigiorno l’obesità nelle persone adulte è molto più comune nel mondo rispetto alla malnutrizione. World Obesity, la federazione mondiale delle organizzazioni che si occupano a livello clinico e politico di affrontare il fenomeno, stima in circa 475 milioni gli adulti obesi e in 1,5 miliardi le persone sovrappeso. Nel mondo vivono, inoltre, più di 200 milioni di bambini troppo grassi, il che rende la generazione dei nostri figli la prima nella storia recente dell’Umanità ad avere un’aspettativa di vita inferiore a quella dei propri genitori», questo l’allarme lanciato da Enzo Nisoli, presidente SIO-Società Italiana dell’Obesità, che fa un bilancio alla chiusura del VII Congresso nazionale svoltosi a Milano ad inizio luglio.
 
L’obesità non rappresenta solo una questione di salute pubblica, ma soprattutto di spesa per i sistemi sanitari: «Si tratta di una spesa che diverrà insostenibile se non vengono adottate politiche di prevenzione adeguate, non disgiunte da programmi di gestione in grado di contenere il fardello delle malattie concomitanti (diabete, ipertensione, dislipidemia, malattie cardio- e cerebrovascolari, tumori, disabilità). Secondo la Carta europea sull’azione di contrasto all’obesità, quest’ultima e il sovrappeso negli adulti sono responsabili della spesa sanitaria in Europa, per una quota che arriva fino all’8%; per di più, comportano costi indiretti, che sono almeno il doppio di quelli diretti. In Europa la prevalenza dell’obesità è triplicata negli ultimi venti anni», spiega Paolo Sbraccia, presidente eletto SIO, entrato in carica al termine del congresso di luglio 2014.
 
La settima edizione del Congresso SIO ha visto la partecipazione di oltre mille esperti nazionali e internazionali che si sono confrontati nella tre giorni milanese, a poco meno di un anno dall’apertura di Expo 2015.
«Come tutti ben sanno la prossima edizione dell'Expo sarà  dedicata ai temi della nutrizione e dell’alimentazione, e al debutto del semestre di presidenza italiana della UE, per questo - dice Enzo Nisoli - anche il nostro Congresso ha voluto lanciare un serio appello alla politica e alle istituzioni affinché sensibilizzino i partner internazionali a considerare l’obesità una vera e propria malattia, responsabile a livello mondiale, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (WHO) di circa il 58% dei casi di diabete mellito, del 21% delle malattie coronariche e di quote comprese tra l’8 ed il 42% di certi tipi di cancro, oltre a influenzare pesantemente lo sviluppo economico e sociale del pianeta».

Il Congresso della Società Italiana dell'Obesità ha voluto inserire nel ricco programma di lavori ben due tavole rotonde per offrire spunti di riflessione e scambi di opinione su alcuni temi cardine: «La soddisfazione è grande certamente per il livello alto del confronto internazionale che si è visto al Congresso, in particolare è stata interessante la tavola rotonda della giornata di apertura, dedicata alla sistuazione complessa sui nuovi farmaci, una discussione soprattutto mirata a fare chiarezza sulla differenza fra Europa e Stati Uniti. Ma è stato di sicuro di grande attualità - e mi auguro anche di utilità - portare al centro del dibattito il tema centrale sull'alimentazione lanciato dall'Expo 2015. Credo che sia importante mostrare come la nostra comunità medico scientifica sia attena a divulgare in modo consapevole i messaggi giusti, mi auguro una presa di posizione di tanti perchè la salute è davvero un bene primario che una nutrizione corretta può garantire. Purtroppo malnutrizione e obesità, correndo in parallelo, sono in grande crescita nei Paesi più poveri, a causa della grande distribuzione di cibi non di qualità e che costano meno, ma è anche una questione di mancanza di cultura. Il tema riguarda tutti e tutto: dalle abitudini quotidiane dettate dai cosidetti ritmi del progresso, persino le quelle (sbagliate) più spicciole e apparentemente senza conseguenze, alla tradizioni del cibo, alle religioni. Quello che conta è che ci sia una coscienza verso il tema nutrizionale e che si sfrutti l'opportunità di Expo 2015 per lanciare  messaggi seri ed importanti, spero nella direzione giusta».
 

Pubblicato il: 21-07-2014
Di:
FONTE : Dal Congresso 2014 Società Italiana di Obesità

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