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Una campagna di sensibilizzazione per i più giovani

L'Italia è tra i primi tre paesi al mondo per numero di donatori di sangue periodici, l'iniziativa, ideata da AVIS, nasce per ricordare il valore della donazione volontaria anonima e gratuita per non perdere questo primato

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Una campagna di sensibilizzazione per i più giovani Thinstock

Spingere i giovani a donare il sangue per contribuire a sostenere il sistema trasfusionale italiano.
E’ lo scopo della campagna di comunicazione La Prima Volta, ideata dall’Associazione Volontari Italiani del Sangue (AVIS) e presentata lo scorso 14 giugno in occasione della Giornata mondiale del donatore del sangue (istituita a partire dal 2004 dall’Organizzazione mondiale della sanità).

L’iniziativa, ha coinvolto 15.000 volontari che, grazie all'aiuto delle scuole di ballo locali, hanno organizzato in ventisette città italiane una serie di Flash mob per ricordare il valore della donazione volontaria, anonima, periodica e gratuita di sangue ed emocomponenti.
 
Come afferma Vincenzo Saturni, presidente nazionale AVIS, «l’idea di creare questa campagna nasce dalla volontà di far comprendere ai giovani che vi sono molte prime volte nella vita di una persona, che possono spaventare, ma che poi regalano emozioni e felicità. Inoltre, abbiamo voluto trasmettere il concetto che la continuità nella donazione del sangue è fondamentale. Ovvero, se la salute lo consente è bene continuare a donare tutta la vita».
 
Ma il sistema trasfusionale italiano è in grado di garantire il fabbisogno nazionale?
In effetti sì, la Penisola è piuttosto virtuosa in tal senso. Il rapporto donatori/popolazione è medio alto, il Centro Nazionale Sangue stima che più dell’ottantatre per cento dei donatori italiani siano regolari e secondo l’Organizzazione mondiale della sanità l’Italia rientra tra i primi tre paesi al mondo in termini di donatori periodici.
«La situazione è buona - continua Saturni - la quantità di sangue donata è sufficiente, solo AVIS nel 2013 ha contato più di due milioni di donazioni di sangue, coprendo il settanta per cento del fabbisogno nazionale. In Italia è attiva la compensazione di emocomponenti tra regioni, che ne garantisce una adeguata disponibilità in ogni zona del Paese. Inoltre, si stanno aprendo progetti di cooperazione internazionale per sostenere gli Stati che ne sono carenti».
 
E allora perché una campagna appositamente studiata per invitare a donare il proprio sangue?
Come spiega il Presidente, già nel 2010 l’Associazione aveva promosso una campagna simile a questa sempre rivolta ai giovani e questo perché l’età media dei donatori è piuttosto alta. «Dobbiamo sensibilizzare i giovani alla donazione del sangue - afferma Saturni -  per non ritrovarci nel futuro in una situazione di difficoltà. Donare rientra tra quei comportamenti che, una volta assimilati a pieno titolo, contribuiscono a definire in maniera significativa la nostra identità».
 
I volontari AVIS sono stati in prima linea durante la Giornata mondiale del donatore del sangue nelle stazioni di Milano Centrale e Roma Termini per presentare l'iniziativa. Mentre la rete associativa AVIS si è occupata di una lunga serie di altre città italiane come Torino, Venezia, Firenze, Napoli e Palermo.
 
«Abbiamo voluto trasmettere ai giovani il concetto che la prima donazione è un momento fondamentale che fa parte della nostra storia - conclude il presidente - come quando per la prima volta abbiamo aperto gli occhi o siamo andati in bicicletta senza rotelle o abbiamo dato il primo bacio e così via».
 

Pubblicato il: 18-06-2014
Di:
FONTE : Associazione Volontari Italiani del Sangue, Vincenzo Saturni

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