Sondaggio

Sondaggio

La scelta vegetariana: perché lo fai?
Vota

Terme di Comano

Comano: valle della salute
Vai allo speciale

Noprofit Il progetto di Help for Life

Combattere l'emarginazione sociale dei disabili in Etiopia

La costruzione di un centro diurno per l'accoglienza e la cura dei disabili etiopi è un primo passo importante per il riconoscimento della dignità individuale di queste persone

3.5 di 5
Combattere l'emarginazione sociale dei disabili in Etiopia Fondazione Help for Life

Ancora una volta disabilità è sinonimo di emarginazione sociale. In Etiopia, uno dei paesi più poveri del mondo, avere una disabilità comporta un peggioramento delle proprie condizioni di vita sociale ed economica.
 
Banca mondiale e Organizzazione mondiale della sanità stimano circa 15 milioni di disabili tra bambini, adulti e anziani in Etiopia, più del 17 per cento della popolazione totale. La stragrande maggioranza di loro vive in aree rurali con accesso limitato ai servizi e il 95 per cento è in stato di grave povertà. Risorse economiche limitate, esclusione da istruzione e cure mediche sono solo alcuni dei problemi che questi malati si trovano ad affrontare quotidianamente. Infatti, in Etiopia i disabili sono spesso considerati segno di sfortuna e di conseguenza isolati proprio dalla stessa famiglia e dalla comunità locale.
 
Aiutare queste persone e garantire loro un futuro migliore è l'obiettivo di Fondazione Help for Life che, in collaborazione con la Diocesi etiope di Emdibir, si sta occupando della realizzazione di un Centro Diurno per disabili nel sud-est del Paese. La struttura, che dovrebbe accogliere i disabili del territorio garantendo servizi socio-sanitari di assistenza e riabilitazione, è in costruzione a Wolkite, città a 150 km dalla capitale Addis Abeba.
 
«La città - spiega Luca Crisanti, volontario della Fondazione - è uno dei centri più grandi della diocesi di Emdibir. L’intento è quello di rendere la struttura fruibile al maggior numero di persone. Si è individuata questa sede in quanto la sua gestione verrà affidata alle stesse suore che gestiscono già nelle immediate vicinanze un centro diurno per anziani».
 
La Fondazione, che basa il suo operato sul concetto di salute, come diritto innegabile e imprescindibile per il riconoscimento della dignità umana, ha avviato il progetto lo scorso novembre 2013. E’ prevista la costruzione di tre padiglioni con spazi adibiti all'accoglienza, alla socializzazione, alle visite mediche e alla riabilitazione. I costi stimati sono di circa 130.000 euro, finanziati grazie alle campagne di sensibilizzazione e raccolta fondi portate avanti da Help for Life in Italia.
 
Come spiega Crisanti, «la struttura dovrebbe essere attiva già dal 2015, una volta aperta fornirà ai disabili, attualmente confinati nelle proprie abitazioni a causa dell’emarginazione sociale e dei problemi logistici (le barriere fisiche sono un problema notevole, mancano strade e infrastrutture), la possibilità di uscire e avere una vita sociale; inoltre, garantirà, ove possibile, un servizio di riabilitazione. Tutto sarà gestito dalla diocesi di Emdibir per mezzo dei propri volontari, mentre il servizio medico sarà affidato a medici europei, che periodicamente si recheranno in Etiopia per volontariato».
 
Altro aspetto da non trascurare è il problema culturale alla base di discriminazioni e pregiudizi contro queste persone. Per questo motivo, sono già in corso piani di sensibilizzazione paralleli, che coinvolgono famiglie e comunità locale in progetti ideati per favorire sviluppo e accettazione. «La reazione della popolazione e delle istituzioni locali è positiva - continua il volontario - la cerimonia della posa della prima pietra è stata seguita da molta gente, con l’intervento delle autorità politiche (il sindaco di Wolkite) e trasmessa dalle televisioni locali. Nel corso della cerimonia, alla quale ho partecipato personalmente, insieme al presidente di Help For Life e ad un gruppo di volontari, si è percepita la gioia della popolazione e la speranza per un futuro migliore».

La Fondazione inoltre, è impegnata da alcuni anni nella realizzazione di una serie di progetti per il miglioramento delle condizioni oltre che sanitarie, anche sociali della popolazione, «abbiamo avviato e completato ambulatori, scuole, sia per l’infanzia che di specializzazione tecnica (falegnameria, carpenteria, tessile) - conclude Crisanti - acquedotti e cisterne sia per l’approvvigionamento idrico della popolazione che per lo sviluppo dell’agricoltura. E’ inoltre partito un progetto di adozione a distanza e ci sono tante altre idee per il futuro che speriamo di poter realizzare».

Pubblicato il: 11-06-2014
Di:
FONTE : Fondazione Help for Life, Organizzazione mondiale della sanità, Banca Mondiale

© 2017 sanihelp.it. All rights reserved.