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Scoperta la proteina che mantiene giovane il cuore

La ricerca, finanziata dalla Fondazione Telethon e dalla Commissione Europea e condotta dai ricercatori dell'Università di Padova e del Venetian Institute of Molecular Medicine è stata pubblicata sulla rivista Journal of Clinical Investigation

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Scoperta la proteina che mantiene giovane il cuore Redazione

Elisir di lunga vita? Non ancora, però Atrogin-1 aiuta il nostro cuore a restare giovane. 
È la proteina scoperta da due gruppi di ricercatori dell'Università di Padova e del Venetian Institute of Molecular Medicine, coordinati da Marco Sandri e Marco Mongillo, nell'ambito di uno studio finanziato da Telethon e dalla Commissione Europea.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Journal of Clinical Investigation, è durata tre anni e mezzo. Marco Mongillo, ricercatore dell'Università di Padova e responsabile del laboratorio di cardiologia molecolare dell'Istituto veneto, non nasconde la sua soddisfazione: «Sono stati anni intensi, abbiamo lavorato dodici ore al giorno, ma il risultato è arrivato, il rapporto costo/beneficio è stato più che positivo».

Una ricerca di base, condotta su un modello animale, un topo, mancante di questa proteina, presente, invece, nell'uomo. «Quando nasciamo il nostro cuore è formato da un miliardo di cellule - spiega Mongillo -. Purtroppo, il suo lavoro di pompa logora continuamente le cellule, che per durare tutta la nostra vita richiedono una sorta di manutenzione».

La garantisce il processo di sostituzione dei costituenti della cellula e quello di smaltimento delle sostanze di scarto prodotte, che evita il loro accumulo con effetti tossici. «Questa proteina – spiega Mongillo – è il perno di un sistema complesso, è contemporaneamente sentinella e spazzino di questi prodotti». 

Più in dettaglio, Antrogin-1 è fondamentale per il corretto funzionamento del proteasoma, con cui vengono eliminate in modo selettivo le proteine vecchie, e dell’autofagia, il processo che distrugge altri componenti cellulari, come i mitocondri e gli aggregati proteici.

Come precisa il ricercatore, con l'invecchiamento, la proteina può non funzionare correttamente accelerando patologie come la cardiomiopatia: «Una disfunzione del muscolo cardiaco piuttosto rara e diversa dall'infarto: il processo di manutenzione cellulare non funziona come dovrebbe e col tempo le cellule possono arrivare a morire. Situazione ben diversa dall'infarto dove le cellule vanno in sofferenza immediata quando non arriva più sangue al cuore stesso».

Ad oggi le ricerche non hanno riscontrato casi in cui Atrogin-1 non è presente nell'uomo, ma solo situazioni in cui non funziona correttamente. «È tuttavia difficile risolvere il problema attraverso la sua somministrazione dall'esterno, come avviene con l'insulina, perché è utopico pensare che possa "accasarsi" nel cuore e svolgere la sua funzione. Più realistico ipotizzare di mettere in atto metodi di prevenzione secondaria, semplici come il moderato esercizio fisico o soluzioni di tipo farmacologico».

La funzione di questa proteina viene bloccata da alcune terapie antitumorali ma, come spiega Marco Mongillo «non stiamo certo consigliando di non utilizzare tali terapie che sono, soprattutto in alcuni casi, come il mieloma multiplo, le migliori attualmente disponibili, ma piuttosto stiamo cercando come ridurre gli effetti non desiderati di tali trattamenti, e mantenere il cuore più sano». Per questo motivo i ricercatori stanno conducendo una serie di studi per sviluppare terapie efficaci da accoppiare a quelle antitumorali in difesa della proteina Atrogin-1. 
La ricerca potrebbe passare a breve alla fase clinica, di sperimentazione sul paziente.

Pubblicato il: 13-05-2014
Di:
FONTE : Fondazione Telethon

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