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Sesso

di Elena Scarsoglio

LGBT+

cosa vuole dire questa sigla che vediamo sempre più spesso accompagnata da un arcobaleno? Tutti più o meno sappiamo a cosa si riferisce, ma non tutti abbiamo capito bene il significato del acronimo. Provo a spiegarvelo nel modo più esaustivo possibile.

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LGBT+: cosa vuole dire questa sigla che vediamo sempre più spesso accompagnata da un arcobaleno? Tutti più o meno sappiamo a cosa si riferisce, ma non tutti abbiamo capito bene il significato del acronimo. Provo a spiegarvelo nel modo più esaustivo possibile.

Il termine LGBT è nato negli anni novanta da LGB, termine usato fino a quel periodo per indicare le comunità basate sulla sessualità e sull’identità di genere, in quanto il temine »comunità gay» non rappresentava bene la totalità delle persone che si identificavano in esse. Negli ultimi trent’anni la storia dei diritti civili ha scritto importanti capitoli di inclusione e la sigla LGBT si è arricchita di nuove lettere ad indicare nuovi orientamenti sessuali e identità di genere: LGBTQ, LGBTQA, LGBTQI ed infine LGBT+.

Torniamo all’acronimo dunque, le prime quattro lettere ormai le conosciamo tutti, indicano le persone non esclusivamente eterosessuali, cioè non attratte solo da partner del sesso opposto e non cisgender, cioè non a proprio agio con il genere biologico con cui sono nati. Quindi: la lettera L. sta per lesbiche, G. gay, B. bisessuali, T. transgender. Sia il termine lesbica, sia il termine gay sono ormai di uso comune, indicano persone attratte sessualmente da partner dello stesso sesso; bisessuale indica persone attratte da entrambi i sessi; transgender indica le persone che non si identificano con il proprio sesso biologico. La comunità scientifica tende a tenere separati i termini transgender da transessuale, poiché quest’ultimo indica solo le persone che si sono sottoposte a intervento chirurgico per cambiare sesso, ed è quindi una piccola parte della totalità dei trangender.

Q. indica solitamente queer, cioè eccentrico, ed è usato da chi non ama i termini più convenzionali gay e lesbica e da alcuni attivisti politici; oppure può indicare »questioning», cioè chi si sta interrogando sul proprio orientamento sessuale e non ha ancora trovato una risposta soddisfacente.

A. indica le persone che si definiscono asessuali, cioè che non provano attrazione verso nessun genere e che non provano interesse per il sesso; si stima che l’1% della popolazione mondiale sia asessuale. A. può significare anche alleati, cioè le persone eterosessuali che solidarizzano e sostengono le persone LGBT.

I. indica le persone intersex, cioè persone con caratteristiche fisiche diverse da quelle solitamente associate ai maschi o alle femmine; esistono circa quaranta varianti di intersessualità, alcuni genetici, altri no; la forma più conosciuta è l’ermafroditismo, cioè la condizione per cui in un individuo coesistono le ghiandole genitali di entrambi i sessi.

A volte si trovano su internet altre definizioni più rare: ad esempio two-spirit indica le persone che non riconoscendosi né uomini, né donne, si categorizzano in un terzo sesso; questa definizione è piuttosto comune in alcune popolazioni delle Hawaii e di Tahiti, tra gli indiani Navajo e tra gli Hijra dell’India e del Pakistan. Pansessuale, invece, indica persone attratte da altre persone indipendentemente dal loro sesso; è un concetto più ampio rispetto alla bisessualità, infatti il termine pansessuale deriva dall’aggettivo greco »pan», che significa tutto; i pansessuali possono essere attratti da maschi, femmine, bisessuali, intersex, queer… abbattendo le definizioni di genere in toto.

LGBTQIAP è una sigla piuttosto difficile da ricordare, ma forse non ancora esaustiva, infatti sono in corso richieste di estensioni più complesse che includano orientamenti sessuali emergenti; il dibattito è molto acceso, perché il rischio che l’acronimo diventi sempre meno riconoscibile è concreto, per questo motivo oggi è piuttosto diffusa la variante LGBT+, dove »+» indica tutti gli orientamenti sessuali e di genere esistenti, senza escludere nessuno.

Pubblicato il: 22-01-2021
Di:
FONTE : dr.ssa Elena Scarsoglio - www.psicologiabra.it - www.albapsicologica.it

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