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di Roby e Alberta

Mascherina: mai più senza. Come proteggere la pelle

Ho chiesto a una dermatologa come potremo proteggere la pelle dall'uso prolungato della mascherina. Idratazione, protezione e rinforzo le parole chiave.

Mascherina: mai più senza. Come proteggere la pelle iStock

È iniziata la fase due, quella in cui mascherine e guanti saranno gli accessori must have delle nostre giornate. Le barriere fisiche saranno fondamentali per consentire una graduale ripresa delle nostre relazioni in tutta sicurezza, ma specialmente chi ha la pelle sensibile e soggetta a irritazioni, può soffrire per il contatto prolungato e lo sfregamento continuo con i tessuti della maschera. «Si può scatenare prurito intenso ma non solo: la pressione esercitata dalle mascherine provoca cattiva ossigenazione dei tessuti, con un possibile danno alle strutture sottostanti che innescano un meccanismo di infiammazione, sino ad arrivare al dolore - conferma la dermatologa milanese Maddalena Montalbano - L’effetto può verificarsi sia con le mascherine chirurgiche (quelle di tessuto verde) che con le le FFP2 (quelle con il filtro) ».

Per mantenere la pelle intatta e protetta, prima di indossare la mascherina applica uno strato di crema emolliente e riparatrice che faccia da pellicola invisibile nei confronti dell’azione aggressiva del tessuto, ma che abbia anche un’azione cicatrizzante su eventuali lesioni ed escoriazioni già presenti. « Così si evita il sopraggiungere di un’eventuale infezione », spiega la dermatologa. Per esempio quelle a base di burro di karité e complesso di ceramidi, nutrienti e riparatrici, estratti di camomilla e centella asiatica, a effetto calmante su rossori e irritazioni, erba di tigre, così chiamata proprio perché le belve selvatiche, per curarsi le ferite, sono solite rotolarsi tra le sue foglie. Vanno bene anche gli oli (sesamo, jojoba, mandorle dolci, avocado), purché dry touch (altrimenti la pelle resta unta e anche la mascherina di sporca) o le face mist, gli spray idratanti che ammorbidiscono la pelle e sono comode da portare in giro.

« Sì anche a creme lenitive a base di vitamina B5 (pantenolo) - consiglia la specialista - meglio se confezionate in modo sterile, senza alcol e profumi e magari contenenti acqua termale ad azione reidratante, oppure che contengono sostanze che non permettano l’adesione batterica (a base di rame, zinco, manganese micronizzato e con una speciale sostanza chiamata neurosensina, che allevia il prurito) ».

Un consiglio: ogni tanto, quando sei al sicuro e non c’è nessuno nei paraggi, solleva per qualche istante la mascherina. « L’ideale sarebbe lasciar respirare la pelle per almeno 15 minuti, se possibile e sempre nel rispetto delle regole di distanziamento sociale - suggerisce l’esperta - Infatti la pressione della mascherina, specie la FFP2, provoca una pressione costante su viso e orecchie e di conseguenza una condensa tra aria calda e umida della respirazione e l’aria esterna. Il continuo sfregamento dà origine a disturbi simili a una dermatite da pannolino (quella dei neonati), con macerazione della pelle e alterazione del microbiota cutaneo (la flora batterica buona della pelle). Per rinforzare le difese della pelle può essere utile un ciclo di integratori per bocca a base di vitamina E, olio di borragine e olio di lino ».

Pubblicato il: 07-05-2020
Di:
FONTE : redazione

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