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di Marco Klinger

Blog Chirurgia Plastica Ringiovanire appesi a un filo

Ringiovanire appesi a un filo

Sempre più spesso si parla dei fili come dell'ultima possibilità per ringiovanire il viso, evitando però la convalescenza e i fastidi legati all'intervento chirurgico, anche se mini-invasivo. Ma come funzionano?

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Ringiovanire appesi a un filo Thinstock

Sempre più spesso si parla dei fili come dell’ultima possibilità per ringiovanire il viso, evitando però la convalescenza e i fastidi legati all’intervento chirurgico, anche se mini-invasivo. Come funzionano i fili? Si fanno passare in alcune parti del viso, soprattutto per sollevare guance e zigomi, in modo da contrastare la naturale caduta dei tessuti. Un effetto di trazione, quindi, a cui ne viene associato un altro, legato soprattutto ai fili con maggiori capacità biostimolanti: le sostanze di cui sono composti inducono le cellule del derma, i fibroblasti, a produrre collagene ed elastina, in grado di aumentare la tonicità e la compattezza dei tessuti.

Però, nel 70% dei casi, il risultato migliore e più duraturo si ottiene riposizionando i tessuti molli del viso, un’operazione che può avvenire solo chirurgicamente, ricorrendo a lifting e minilifting. Solo queste strade, infatti, eliminano il problema che altrimenti si presenta puntualmente con i fili: cosa fare del tessuto di rivestimento in eccesso? Infatti, se si ricorre a un lifting o a un minilifting, questa »pelle in più» viene eliminata chirurgicamente. Con i fili, invece, finisce col formare una piega, innaturale e sgradevole, anche se nascosta tra i capelli. Infine, c’è una questione di durata e di efficacia. Il ringiovanimento prodotto dai fili dura al massimo di 12-24 mesi, niente a che vedere con i risultati di un lifting o di un minilifting, in grado di riportare indietro le lancette dell’orologio di 7-10 anni. Tolte le bende, finita la convalescenza, il tempo riprende a scorrere inesorabilmente, certo, e a produrre i classici segni. Ma senza crolli, e da un altro punto di partenza. 

Pubblicato il: 11-03-2015
Di:
FONTE : Marco Klinger

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