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di Roby e Alberta

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Come Norma Jeane divenne Marilyn Monroe

Come si fa a essere più glamour? Basta un dettaglio. E i prodotti giusti. Paura di sembrare ridicola? Ce l'avevo anch'io, ma poi...

3.5 di 5

Prendi una giovane operaia che viene dalla campagna, mora, timida, carina, e trasformala in un’icona cinematografica, una sex bomb destinata a far sognare gli uomini di tutti i tempi (e a far tremare le loro mogli). È quanto fece Max Factor, make up artist hollywoodiano degli anni ’30, con la giovanissima Norma Jeane. Noi la conosciamo come Marilyn Monroe: chioma biondo platino, labbra rosse, lunghe ciglia dal colore intenso.

Con un tocco magistrale e pochi prodotti, Mr Factor valorizzò il suo volto in modo unico. Rese la pelle perfetta, di un delicato color crema, allungò il taglio degli occhi con una riga di eyeliner, mentre una tonalità rosso intenso accentuava il colore delle labbra.

È lei, secondo esperti di look  e gente comune, il simbolo del glamour. Cos’è il glamour? Secondo Rajan Tolomei, make up artist per Max Factor, è ciò che dura nel tempo, che resiste alle mode del momento, che continua dopo anni a essere ricordato come qualcosa di splendente, luminoso, affascinante. Al contrario di fashion, che invece indica qualcosa di effimero, passeggero, destinato a finire presto nel dimenticatoio, il glamour è universale, trascende tempo e spazio, è qualcosa di iconico.

All’ultima Make up school organizzata a Milano, ci hanno spiegato che, secondo il guru del make up Max Factor, il glamour è qualcosa che ciascuna di noi può creare, senza particolare maestria, ma usando i prodotti giusti e prendendo ispirazione dai propri modelli di riferimento, senza però cercare di scimmiottarli. Come si fa? Si prende un dettaglio, per esempio (se piace) il rossetto rosso anni ’50, e lo si riadatta ai tempi moderni, utilizzando texture e colore adatti al proprio viso. Oggi Ruby Tuesday, il rossetto preferito di Marilyn, è ancora una delle nuance più usate tra i make up artist e le donne di tutto il mondo.

Si vuole puntare sullo sguardo? Quello più glamour è ispirato ai metalli antichi. Oro ramato, argento, bronzo, ferro arrugginito. Il tutto su una base perfettamente preparata, che coniuga correzione e luminosità. Per questo Max Facor lancia i nuovi CC in stick: si mettono dopo il fondotinta per mimetizzare rossore, opacità, occhiaie e illuminare il viso (i colori dipendono dall’inestetismo che si vuole coprire).

Infine il blush. Magnifico il colore che ci hanno fatto provare: una via di mezzo tra prugna, rosa e marrone che sorprende per la delicatezza e l’eleganza. Rajan spiega che il blush va applicato picchiettando con il pennello sulla parte anteriore della guancia, sorridendo e procedendo via via verso l’esterno, senza mai arrivare alla tempia. Viso spigoloso? Si picchietta anche sotto, nel centro della guancia, per riempire un po’ e creare un effetto salute.

E la cipria? Se si vuole, si può spolverare alla fine, dopo il blush. Crea uniformità e compattezza, valorizza il blush senza portarselo via, anzi lo fissa per un effetto pelle totale.   

Pubblicato il: 25-02-2015
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