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di Corrado Bait

Occhio al ginocchio

Come prevenire e affrontare i guai più comuni

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Occhio al ginocchio Thinstock

Si sente spesso parlare di menisco, spesso «malmesso» o da operare, ma in realtà pochi di noi sanno davvero di cosa si tratta. Il menisco (o meglio i menischi, perché in ogni ginocchio sono due, uno laterale e uno mediale) è una specie di «cuscinetto» che ha il ruolo di ammortizzare le sollecitazioni meccaniche che normali attività come correre o saltare generano nell'articolazione del ginocchio.

Come ogni altra parte del corpo, anche il menisco si degenera e invecchia. Per conservare le ginocchia in buona salute nel tempo, quindi, io consiglio sempre di mantenere un corretto peso forma, così da non sovraccaricare le articolazioni, e lo stesso vale per il tono muscolare.

Il menisco può deteriorarsi, sia per l’età sia per sollecitazioni ripetute. In questi casi, dopo una visita specialistica con l’ortopedico e gli esami del caso, può presentarsi la necessità di intervenire.

Quando il menisco è degenerato a causa dell'età, di norma si sceglie la via conservativa: ovvero si cerca di conservarlo al meglio adeguando lo stile di vita o l’attività sportiva. In determinati casi io ritengo utili anche terapie di stimolazione biofisica con apparecchi appositi e infiltrazioni di acido ialuronico, capaci di lubrificare e disinfiammare l'articolazione.

Altro discorso quando il menisco è lesionato a causa di un trauma e provoca dolore continuo, specie se il paziente è giovane. In questo caso di preferisce intervenire chirurgicamente, riparando, se possibile, il menisco oppure praticando la cosiddetta meniscectomia selettiva. Si tratta della rimozione del frammento lesionato e nel bilanciamento della porzione restante, in modo che il menisco possa comunque svolgere al meglio il suo ruolo di ammortizzatore tra tibia e femore. La meniscectomia selettiva avviene in artroscopia ovvero praticando due piccole incisioni attraverso le quali viene inserita la telecamera, che permette di esplorare l'articolazione completamente, e gli strumenti chirurgici. Con un approccio così poco invasivo, il post operatorio è molto più «leggero» per il paziente ed il ritorno all’attività lavorativa e sportiva è generalmente entro le due-quattro settimane.

Pubblicato il: 11-02-2015
Di:
FONTE : Corrado Bait

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