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Dieta

di Antonio Lice

Blog dieta Il Natale non capita. È il 25 dicembre da 2000 anni.

Il Natale è Natale. Meglio prepararsi.

Il Natale è uno dei momenti più temuti dai dimagranti di buona parte del mondo. A ragione.

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Il Natale è Natale. Meglio prepararsi. Thinstock

Mancano pochi giorni alla Notte Santa e come ogni anno la domanda di rito è (e non potrebbe essere diversamente): "E adesso, col Natale, come la mettiamo?". Già, come la mettiamo... mica è facile rispondere. O meglio, rispondere sarebbe anche facile, se non fosse che alla fine, mediamente, ogni raccomandazione viene disattesa a partire da quella apparentemente più scontata, ovvero che Natale è Natale. Lo so, amici miei, lo so: questa affermazione parrebbe essere messa lì per dare il via alla classica rassegna dei luoghi comuni con tanto di mezze stagioni estinte, camion indicatori di ottima cucina più delle stelle Michelin, Gianni Morandi che non invecchia mai e Sean Connery più bello da vecchio che da giovane. Per inciso: mi dicono che il fatto che la Juve rubi gli scudetti non sia un luogo comune, mentre per quel che riguarda le donne svedesi che impazziscono per gli uomini italiani posso testimoniare io il contrario.

Mi spiace, però, disilludervi (che una bella sfida a chi butta giù gli stereotipi e le frasi fatte più divertenti ci sarebbe anche stata), ma qui di comune c’è solo il mal, che non è mai doppio gaudio, ma piuttosto doppio male. Natale è Natale nel senso che, con il passare degli anni, un singolo giorno, per quanto importante, si sia ipertrofizzato al punto di estendersi un po’ lungo tutto il mese di dicembre e sconfinando anche in parte di gennaio. Fateci caso, amici miei: quando iniziano a fare capolino dagli scaffali del supermercato panettoni, pandori, panforti e panpepati? Buttiamola lì: la prima settimana di dicembre? Ok. E volete farmi credere che restino tutti lì, a far bella mostra di sé, sugli scaffali, giusto per creare atmosfera? Dai, e chi ci crede… Su la mano quanti ne hanno comprato almeno uno! Ecco. Verso il 15 del mese iniziano le cene con i colleghi di lavoro, i compagni di scuola, di squadra, della palestra, del volontariato, del circolo di bridge, del corso di découpage… Al momento, personalmente, ho totalizzato quattro cene in previsione del Natale: tre con i colleghi dei vari studi ed una con i compagni di squadra. Qual è il vostro record? E arriva finalmente il 25 dicembre, del cui pranzo non entriamo in merito per ovvi limiti di spazio, per passare direttamente a Santo Stefano, giorno del classico ribattino, in cui tutto ciò che è avanzato il giorno primo viene riportato in tavola, che buttare via la roba (e in ciò ne conveniamo) è gran peccato. Dal 27 al 30 è tutto un via vai di gente che passa a trovarti per portarti un pensierino e amici che vai a trovare per sbolognare il pensierino di cui sopra (non io, ovviamente, giammai). Ora, cosa fate: non ditemi che un the con quattro biscottini non ci scappi. Biscottini se va bene, perché chi li mangia tutti quei panettoni, pandori, panforti e panpepati che sono arrivati a pioggia, alla faccia nostra che, solo un paio di settimane prima, non ci stavamo dentro dalla voglia di mangiare ed ora già ci escono dagli occhi? Il 31 è giorno di preparativi dell’ultimo: vuoi che non ti salti qualcosa in bocca, neanche tanto per sfizio o per noia, ma soltanto per accomodare al meglio i piatti di portata che, chissà come mai, han sempre bisogno di un’aggiustatina? Per il 31 vale infine il discorso relativo al 25, perché dal primo dell’anno in poi pare che si riesca ad uscire dal torpore che ci ha obnubilato la mente nell’ultimo mesetto, e ci si inizi ad accorgere che anche quest’anno, forse, ci si è lasciati andare più del dovuto, dimentichi che l’anno precedente, esattamente nello stesso giorno e verosimilmente alla stessa ora era stata fatta la stessa osservazione, la quale, a sua volta, aveva dato adito allo stesso categorico impegno che si è lì lì per assumere solennemente anche quest’anno: «Il prossimo Natale, un primo, un secondo e al massimo una fetta di panettone.»

Peccato che il 6 ci sia l’Epifania.

Un caro saluto ma soprattutto buone feste e un 2015 foriero di tante belle cose

Dr Lice

www.antoniolice.it

Pubblicato il: 21-12-2014
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FONTE : -

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