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di Roby e Alberta

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Mani: questione di costanza

Se la crema si mette e si rimette, senza mai perdere un colpo, vi assicuro che ruvidità e screpolature diventano solo un ricordo. Anche per il vostro lui.

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Mani: questione di costanza Thinstock

All’arrivo del freddo le quotazioni di mio marito, per altro sempre altissime, scendono di un punto. Cosa ci vorrà mai, mi chiedo ormai da più di vent’anni, a mettersi una crema sulle mani? Perché la pelle ruvida non è bella a vedersi e men che meno a sentirsi.

In inverno la differenza la fanno proprio una crema per le mani e una buona dose di costanza. Lui della seconda non è certo carente, ma sulla prima scivola rovinosamente. Eppure sono anni che ripeto, noiosa lo ammetto, che la crema va messa e rimessa, con puntuale regolarità, senza remissione.

La scelta del cosa spalmarsi sulle mani è solo una questione di gusti; tutte le creme infatti fanno più o meno bene il lavoro per il quale sono state formulate. Ce ne sono però alcune più profumate di altre, alcune più morbide e piacevoli al tocco, soprattutto alcune più ricche e corpose.

Nella mia lunga esperienza coniugale ho capito che il punto critico sta proprio lì: se una crema è grassa lui non la mette. E come lui tante donne che si sentono infastidite da quella leggera patina unticcia che rimane anche dopo il massaggio. A me non turba, anzi, ma capisco i punti di vista e per questo ho risolto il problema con una consistenza più evanescente in gel: così la crema mani risulta leggera, fresca e soprattutto discreta pronta a non lasciare tracce compromettenti del suo passaggio sulle mani.

Quando il termometro scende però e le screpolature si fanno intense, un gel non basta; allora impongo la mia autorità in materia e passo all’impacco: mentre lui guarda la TV, cosa rara ma che succede almeno una volta la settimana, distribuisco una dose generosa di crema, questa volta la più ricca e unta che ho, appoggio le mani su una salvietta, sopra ne metto un’altra bagnata di acqua caldissima e ovviamente ben strizzata, e lascio che, perso davanti al video, si dimentichi della maschera o meglio dell’impiastro come dice lui. Poi quando l’insofferenza cresce, in genere dopo un’oretta, passo le mani con un fazzolettino di carta: vi assicuro che la pelle è tanto secca che quel che rimane del prodotto è davvero poco.

Naturale che questo trattamento extra per me sia quasi superfluo se non in condizioni particolari; mettendo e rimettendo la crema, come sono solita fare, di screpolature e ruvidità le mie mani non ne vedono  neppure l’ombra.

Certo, ve lo ripeto ancora a costo di annoiarvi, la costanza vince: provate a tenere la crema sul comodino e mettetela con un delicato massaggio appena prima di spegnere la luce. Anche se è tardissimo, anche se la stanchezza incombe e abbondonarsi all’abbraccio di Morfeo sembra essere nel momento l’unico vostro desiderio. Vi assicuro che non servono più di trenta secondi, ma fatelo per una settimana, senza sgarrare, e mi direte come sentite le vostre mani al risveglio. Come velluto, bimbe mie! 

Pubblicato il: 12-11-2014
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