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Dieta

di Antonio Lice

Blog dieta Il cibo non è solo carburante: potrebbe anche fare danni..

Fortuna, sfortuna... Mah?

Che fortuna quelli che possono mangiare tutto quello che vogliono senza mettere su un etto... Ed ora che ci metto? il punto esclamativo o quello interrogativo?

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C'è una considerazione che ricorre negli studi dei dietologi, una sorta di geremiade collettiva, frutto del comune sentire delle anime sofferenti di fronte alle porzioni ridotte e ai tagli dei menù. All'inizio convenivo con questo comprensibilissimo sfogo e non trovavo argomentazioni migliori che offrire la mia solidarietà, quasi che una partecipazione accorata alle sventure potesse in qualche modo attenuarle e lenirne la sofferenza. I "Coraggio" e i "Cosa ci vuole fare: è così." si sprecavano, lasciando, di fatto, i poveri penitenti alle prese con il mantra dolente del quale ormai sono intrise le pareti dei nostri studi: "Che fortuna quelli che possono mangiare tutto quello che vogliono senza mettere su un etto".

Bene, se per un po’ ho avuto anch'io le mie belle fette di salame sugli occhi ed ho preso per ineccepibili questi sfoghi, sentiti e forse ancor più risentiti (sia nel senso di ricorrenza che di amarezza), da un po’ di tempo a questa parte vedo le cose in maniera completamente diversa, al punto da non lasciarmi mai sfuggire l’occasione per rammentare la storiella del contadino cinese al quale capitarono una sequenza di avvenimenti legati al suo cavallo che dapprima scappò (o povero, aveva solo quello!), poi ritornò portandosi dietro una mandria di cavalli selvaggi (ah beh, no dai: è andata bene), che sgroppò di sella il figlio del contadino (e ma che sf…ortuna), il quale a causa della frattura del piede non dovette partire per il fronte militare (vabbè, non dico più niente).

Vedete, amici miei, spesso noi rischiamo di non andare oltre la seguente considerazione tanto lampante quanto fuorviante: i fortunati sono quanti possono disporre della propria vita senza doversi porre limiti di sorta. Questo vale per ogni campo in cui si voglia applicare il concetto (ivi inclusi Bacco tabacco e Venere oppure, in un accezione più recente e meno sessista, sesso, droga e rock & roll), tuttavia in campo alimentare lo è sicuramente un po’ di più perché l’alimentazione è verosimilmente l’ambito in cui il »vorrei ma non posso» si digerisce, è proprio il caso di dirlo, peggio.

Ma siamo sicuri che sia proprio così che vanno le cose? Siamo certi che la realtà non sia un po’ diversa e che, come per la vicenda del contadino cinese, non sia poi così semplice definire chi sia fortunato o sfortunato? In altre parole, siamo veramente certi che poter mangiare quel che si vuole senza l'assillo di mettere su un solo etto sia una fortuna? Ovvio che sì, direte voi. Ok, forse non ho posto la domanda nel modo giusto, rifo: siamo sicuri sicuri che sia solo un bene poter ingurgitare qualsiasi porcheria senza che il nostro organismo ne abbia il benché minimo nocumento, indipendentemente da cosa dica la bilancia? Beh, amici miei, se non altro per il modo così sfacciato in cui ho posto il quesito, spero che uno straccio di dubbio vi sarà venuto. No, perché il punto è proprio questo e non un altro: è possibile, alla luce di tutte le evidenze scientifiche, continuare a considerate il cibo esclusivamente come un innocente carburante dell'organismo umano e non come una sostanza che introdotta nel nostro organismo potrebbe risultare assolutamente benefica ma anche no? Pensateci: non è come la storiella della volpe e dell'uva che il canide finisce per dichiarare acerba per reggere alla frustrazione di non poterla cogliere. È proprio che senza l'evidenza del grasso in eccesso molti finiscono per credere di poter reggere a qualsiasi pessima condotta alimentare senza pagare prima o poi un dazio salato. Fortunati, piuttosto, quanti ricevono costantemente richiami alla correttezza alimentare per via di qualche chilo di troppo, perché per loro almeno un'evidenza della necessità di prendere provvedimenti c'è. Una carotide ostruita piuttosto che una coronaria otturata spesso capitano proprio in soggetti magri che, in virtù della loro magrezza, non hanno pensato che il cibo avrebbe potuto nuocere loro senza obbligatoriamente passate attraverso le forche caudine della bilancia.

Ancora convinti che chi può mangiare tutto quello che vuole sia il più fortunato?

Un caro saluto e alla prossima

Dr Lice

www.antoniolice.it

Ps nella versione extended della storiella, sotto il letto dove giace il giovane che ha evitato la guerra si apre una voragine nella quale il poveretto precipita rispezzandosi la gamba rotta e frantumandosi anche l'altra. Però nella voragine trova un immenso tesoro col quale compra un grande palazzo. Nelle segrete del quale vive un drago che si risveglia durante una festa in maschera e si mangia il giovane. Che però viene sputato fuori trasformato in un bellissimo principe che viene subito investito da un meteorite e muore. Ma solo a metà..

Pubblicato il: 22-10-2014
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