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Dieta

di Antonio Lice

Blog dieta Che il cioccolato sia buono non c'è dubbio, però...

Del cioccolato e del come lo si gusta

Anche la degustazione del cioccolato ha le sue regole, poi ci si può anche scrofagnare una tavoletta senza rendersene conto... che peccato però.

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Del cioccolato e del come lo si gusta Thinstock

«Di ritorno da una gustosissima serata di degustazione di cioccolato mi pare opportuno dedicargli un post, perché credo che, al di là dell’aspetto poco consueto dell’evento, ci sia qualche piccolo insegnamento da trarre. Al di là dell’aspetto gustoso dello stesso, intendo.»
Così inizia, sul mio blog personale (non che questo non lo sia, diciamo su quello un po’ più per pochi intimi) il pensierino che ora, a distanza di una settimana dall’evento, mi ritrovo a desiderare di condividere anche con voi, amici miei.
 
Tra tutte le degustazioni, credo che quella del cioccolato sia quella con il minor numero di cultori rispetto al numero di consumatori. In effetti non capita frequentemente che si partecipi ad una serata simile, ed anch’io vi ho partecipato solo nei giorni scorsi e come sapete non sono proprio più di primissimo pelo. Ma cos’ha di tanto interessante questa degustazione?
Semplicemente che… no, dai, prima vi dico come si fa, così mentre leggete magari iniziate a capire.
Iniziamo a dire che, come in tutte le degustazioni che si rispettino, tutti i sensi devono dare il proprio contributo.
Si parte, ovviamente, con la vista, attraverso la quale si prende contatto con l’oggetto del nostro interesse (e desiderio). Si osserva la superficie e il colore, si apprezza l’omogeneità piuttosto che le peculiarità della lavorazione piuttosto che della presenza di tracce di aromatizzanti specifici che affiorano in superficie.
Poi si passa all’udito, ascoltando con attenzione lo schiocco che si provoca rompendo la tavoletta e poi spezzando il cioccolato con i denti: un bello «stock» forte e chiaro è sicuramente presagio di ottima fattura.
L’olfatto è importantissimo, sia per quel che riguarda il profumo e gli aromi che si percepiscono avvicinando al naso la tavoletta, sia in riferimento a quella che viene definita «olfazione indiretta», che avviene espirando durante le fasi di masticazione e deglutizione, quando si espira e si avvertono ben distintamente gli aromi principali e quelli secondari, ovvero quelli tipici del cacao in base alla sua purezza e quelli degli ingredienti aggiunti per aromatizzarlo.
Il tatto è probabilmente il senso più voluttuoso nella degustazione del cioccolato: stiamo parlando del tatto nella bocca, che apprezza il cioccolato quando si trasforma in una pasta setosa, scorrevole e avvolgente.
A questo punto, arriva il momento del gusto, con la ricerca dei quattro sapori fondamentali (dolce, amaro, acido e salato) testati singolarmente nei diversi punti della lingua e tutti insieme nella loro complessità.
 
In definitiva, il succo del discorso non può che essere il seguente: quanto cibo ci finisce nello stomaco, e da lì in ogni dove del nostro meraviglioso corpicino, senza che gli sia data la possibilità di donarci il piacere che è in grado di regalarci? O, se vogliamo essere più prosaici, quanto cibo divoriamo senza prenderci minimante la briga di apprezzarlo come merita?
The end.
Come sempre un caro saluto e alla prossima
 
Dr Antonio Lice
www.antoniolice.it   

Pubblicato il: 01-10-2014
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FONTE : -

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